Una parola amica

Che cos’è “Una parola amica”?

“Una parola amica” è uno dei progetti promossi nel contesto dell’iniziativa Don’t Panic e ha l’obiettivo di mitigare il senso d’isolamento e di solitudine di persone anziane e/o emarginate che in questa quarantena (ma non solo) si trovano sole e con poche possibilità di interazione sociale.

Chi sono le persone anziane/emarginate coinvolte nell’attività?

Don’t Panic si sta coordinando con Auser nella selezione dei beneficiari dell’attività. Auser è un’associazione attiva sul territorio bolognese che lavora con anziani, disabili, minori e soggetti fragili per abbattere le barriere, le disuguaglianze e la solitudine della nostra società. Al momento Auser ha individuato 250 beneficiari, nelle prossime settimane si pensa di allargare il bacino dei beneficiari a circa 900 anziani soli over 80 che vivono nelle case popolari. 

Un punto molto importante che vogliamo chiarire è che TUTTI I BENEFICIARI HANNO DATO IL LORO CONSENSO A PARTECIPARE AL PROGETTO. Vi tranquillizziamo sul fatto che non sia stato usato nessun mezzo coercitivo per convincere i beneficiari a partecipare! 

Come si svolgerà il progetto?

“Una parola amica” nasce come un sostegno telefonico e sarà così finché vigono la quarantena e le misure di distanziamento sociale che verranno elaborate per la fase 2. “Una parola amica” non prevede che i volontari si occupino di fare spesa o altre commissioni per il beneficiario. Per questo servizio, è attivo all’interno di Don’t Panic il coordinamento della spesa solidale, che viste le restrizioni sulle uscite, ha un numero limitato di volontari. Come già detto, quest’attività non vuole esaurirsi con la fine dell’emergenza COVID, quindi speriamo che potremo anche incontrarci di persona quando la situazione sanitaria sarà sotto controllo. Tuttavia, ora come ora, ci limitiamo alle sole chiamate!

“Una parola amica” è uno sportello psicologico?

No, la maggior parte di noi non ha una formazione in questo ambito. Per ricevere questo tipo di servizio le persone possono rivolgersi allo sportello attivato da Don’t Panic dove professionisti offrono consulenze psicologiche gratuite. Telefono Amico ha un solo obiettivo: tenere compagnia facendo quattro chiacchiere!

Sono richieste competenze specifiche?

No, siamo un gruppo eterogeneo e questa sarà la nostra forza! Impegno, ascolto ed empatia sono fondamentali affinché questa esperienza sia positiva per noi volontari e i beneficiari.

Qual è l’impegno richiesto?

Si parte da una disponibilità minima di due volte a settimana a un numero maggiore di chiamate a seconda della disponibilità. L’importante è essere costanti nell’impegno preso.

Quali sono le tempistiche di inizio dell’attività?

In questa settimana abbiamo definito le ultime questioni. Per questo pensiamo che l’attività potrà iniziare dalla prossima settimana -previo l’incontro di orientamento obbligatorio per tutti i volontari@.

Come avviene l’assegnazione dei beneficiari?

Per orientarci nell’assegnazione di un beneficiario a un volontario, faremo riferimento al genere come criterio di assegnazione: uomo-uomo, donna-donna.  

Quanti beneficiari verranno assegnati a ciascun volontario? 

Molto probabilmente sarà un beneficiario per volontario. Questo per dare la possibilità di approfondire la conoscenza con una sola persona e garantire la sostenibilità del rapporto che si verrà a creare anche sul lungo periodo. Al momento potremmo avere molto tempo libero ed essere disponibili a occuparci anche di più di una persona, ma quando si tornerà alla “normalità”, potremmo avere difficoltà a mantenere lo stesso impegno con più volontari.

È prevista una formazione per i volontari?

Non si tratterà propriamente di una formazione, quanto più di un orientamento che tratterrà i seguenti temi: 1) descrizione attività; 2) benessere del volontario; 3) ascolto empatico; 4) informazioni tecniche. Gli incontri di orientamento sono necessari per iniziare l’attività e inizieranno dalla settimana prossima. Vi arriveranno le date in cui poter partecipare via mail.

C’è un protocollo da seguire nelle chiamate?

Lo stiamo elaborando ed entro una settimana circa dovremmo essere in grado di condividerlo, stiamo valutando in che forma (Discord, videopillole o protocollo scritto). Si tratterà di un insieme di linee guida su come rompere il ghiaccio, quali argomenti di conversazione possiamo affrontare e quali tematiche più sensibili è meglio evitare. Si tratta comunque di una traccia per aiutarti a gestire la telefonata.

È previsto un monitoraggio del progetto?

Sì, dobbiamo ancora definire le modalità ma prevediamo dei momenti d’incontro (per il momento virtuale, s’intende) per condividere eventuali esigenze/problemi/dubbi che emergono durante le prime chiamate. Per questo sarà importante prendere nota di questi aspetti così da poterli comunicare e trovare soluzioni comuni. I volontari stessi potranno monitorare il loro lavoro, magari tenendo un diario dove appuntare temi di conversazione, richieste frequenti e buone pratiche.

È previsto un supporto per i volontari?

Per far stare bene gli altri, dobbiamo innanzitutto stare bene noi stessi! Per questo abbiamo ricevuto il supporto dell’agenzia Grifo Counselling che, oltre a preparare l’orientamento, sarà disponibile per supportarvi.

Che cosa facciamo se la persona si mostra ostile?

Partendo dal presupposto che i beneficiari hanno dato il loro consenso a partecipare al progetto e quindi presumibilmente saranno ben disposti nei nostri confronti, è possibile che si presentino delle situazioni difficili da fronteggiare. Durante l’orientamento verranno fornite le indicazioni su come gestire risposte negative.

Si possono “scambiare / affidare” i beneficiari? Si può interrompere l’attività di volontariato?

Nei nostri sogni più ottimisti, quest’estate potremo andare in vacanza. E cosa succede alla persona che seguiamo? In linea di massima, sarebbe buona norma mantenere il contatto (magari limitando la frequenza e la durata della chiamata e avvisando la persona della nostra minore disponibilità). In caso si voglia interrompere questo tipo di attività, si può avvisare il proprio referente in modo da trovare un sostituto e organizzare “il passaggio di consegne”

Come garantiamo la legittimità e trasparenza della nostra attività?

Ogni volontario sarà assicurato e tutelato tramite l’iscrizione gratuita ad Auser Bologna. L’attività si svolgerà in collaborazione con il Comune di Bologna tramite la sottoscrizione di un Patto di Collaborazione a cui partecipiamo come Don’t Panic insieme a tante altre associazioni.